
Le crescentine, note anche come tigelle, sono soffici focaccine modenesi cotte su piastre roventi e farcite con la cunza, un battuto cremoso di lardo, rosmarino e aglio. Un piatto della tradizione emiliana che profuma di casa e convivialità.
Le crescentine si conservano ben coperte a temperatura ambiente per 1-2 giorni. Per mantenerle morbide, avvolgetele in un canovaccio. La cunza può essere conservata in frigorifero in un barattolo di vetro per alcuni giorni.
Per crescentine perfette, l'impasto deve essere morbido ma non appiccicoso. Se non avete la tigelliera, potete cuocerle in una padella antiaderente pesante, schiacciandole leggermente con un coperchio. La cunza deve essere lavorata con pazienza fino a diventare una crema setosa.

In una grande ciotola, unisci le due farine setacciate. Fai una fontana al centro e sbriciola dentro il lievito fresco. Versa il latte a temperatura ambiente e aggiungi lo strutto morbido. Comincia a mescolare con le mani o con un cucchiaio di legno, incorporando la farina dal bordo verso il centro, come se accarezzassi l'impasto. Quando il tutto inizia a prendere forma, aggiungi l'acqua poco alla volta, sempre mescolando con dolcezza. A questo punto, sciogli il sale in un goccio d'acqua rimasta e uniscilo all'impasto. Lavora energicamente per una decina di minuti, fino a quando non diventa liscio ed elastico. Alla fine, incorpora l'olio extravergine a filo, continuando a impastare fino a completo assorbimento. L'impasto è pronto quando si stacca dalle pareti della ciotola e dalle mani.
Forma una palla con l'impasto, mettila nella ciotola leggermente unta, copri con pellicola trasparente e un canovaccio. Lasciala riposare in un angolo caldo e senza correnti della cucina per almeno 3 ore, o fino a quando non sarà raddoppiata di volume. La pazienza qui è la spezia segreta.
Infarina leggermente il piano di lavoro e rovescia delicatamente l'impasto lievitato. Schiaccialo con le mani per sgonfiarlo dolcemente, poi stendilo con il matterello fino a uno spessore di mezzo centimetro. Se si ritira, lascialo riposare cinque minuti, si rilasserà. Con un coppapasta da 9 cm di diametro (o un bicchiere) ricava tanti dischi. Mettili su un vassoio infarinato o foderato con carta forno, copri con un telo e lasciali lievitare ancora per 20 minuti. I ritagli di impasto li puoi riunire e stendere di nuovo per fare altre tigelle.
Scalda bene la tigelliera o una pesante padella in ghisa. Quando è ben calda, adagia le tigelle e cuocile per circa 5 minuti per lato, fino a quando non saranno ben dorate e mostreranno il tipico disegno a fiore sulla superficie. Appena pronte, trasferiscile su un vassoio e coprile subito con un canovaccio pulito: così resteranno morbide dentro e croccanti fuori.
Mentre le tigelle cuociono, dedicati alla cunza. Taglia il lardo a cubetti molto piccoli con un coltello affilato. Trita finemente gli aghi di rosmarino e l'aglio sbucciato. Metti tutto insieme su un tagliere e, con la parte larga della lama del coltello, inizia a battere e schiacciare il composto, amalgamandolo con movimenti circolari. Non avere fretta, dedicaci una decina di minuti: vedrai che il lardo si trasformerà in una crema profumata, setosa e omogenea.
Prendi una tigella ancora calda, aprila a metà con un coltello da pane e farciscila generosamente con un cucchiaio di cunza. Servila subito, magari accompagnata da un buon vino rosso. Il profumo del rosmarino e del lardo che si sposa con il pane caldo è pura magia.