
Un piatto che incarna l'anima rustica della Toscana, dove larghe e setose pappardelle fatte a mano si avvolgono in un ragù profondo e complesso. Il cinghiale, lentamente stufato, dona una nota selvatica e terrosa, bilanciata dalla dolcezza della carota e del sedano e dall'umami del concentrato di pomodoro. Al palato è un'esplosione di sapori: ricco, carnoso e leggermente pepato, con un finale lungo e avvolgente che ricorda i boschi autunnali. Il profumo che emana è intenso, speziato e irresistibilmente invitante.
Il ragù di cinghiale si conserva perfettamente in frigorifero, in un contenitore ermetico, per 3-4 giorni. Si congela eccellentemente per fino a 3 mesi. Si consiglia di congelarlo in monoporzioni per uno scongelamento più rapido e uniforme. Le pappardelle fresche vanno consumate il giorno stesso o conservate in frigorifero, coperte, per non più di 24 ore. Per servire, riscaldare il ragù a fuoco basso, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura della pasta se necessario per ammorbidirlo.
1. Per un ragù ancora più saporito, marinare il cinghiale a cubetti per alcune ore (o tutta la notte) con vino rosso corposo (come un Chianti), una costa di rosmarino, qualche foglia di salvia, pepe in grani e una buccia d'arancia. Scolare e asciugare bene la carne prima di rosolarla. 2. A fine cottura del ragù, spegnere il fuoco e mantecare con un piccolo cucchiaio di burro freddo. Questo passaggio, chiamato 'monter au beurre', lega ulteriormente i sughi, dona una lucentezza setosa e ammorbidisce leggermente i tannini della carne selvatica.

Per preparare le pappardelle al ragù di cinghiale iniziate dalla realizzazione del condimento. Spuntate e pelate la carota con un pela verdure, private anche il sedano dei filamenti più esterni e mondate sia l’aglio che la cipolla. Lavate e tritate finemente il tutto, tenendo da parte l’aglio intero (2-3).
Versate l’olio in una pentola con il fondo spesso e unite le carote, il sedano, e la cipolla tritati.
Unite anche l’aglio a pezzi grandi (così potrete toglierlo più facilmente a fine cottura) e lasciate stufare il tutto per una decina di minuti a fiamma dolce. Aggiungete anche il trito di cinghiale, il rosmarino sminuzzato e le foglie di alloro.
Alzate leggermente la fiamma e lasciate rosolare il tutto per altri 10 minuti mescolando con una spatola, in modo da cuocere la carne in maniera uniforme. A questo punto sfumate con il vino rosso e solo quando la parte alcolica sarà totalmente evaporata unite la passata di pomodoro.
Salate, pepate e lasciate cuocere coperto per circa 3 ore e mezza a fuoco dolce, quindi togliete il coperchio e lasciate asciugare il ragù per ancora 30 minuti. Cuocete le vostre pappardelle in abbondante acqua bollente, salata a piacere.
Nel frattempo trasferite il ragù in una pentola capiente, scolate la pasta e versatela nella padella con il condimento, mescolate fino ad amalgamare il tutto e servite le vostre pappardelle al ragù di cinghiale ancora calde.