
Le graffe sono soffici ciambelle fritte che emanano un invitante profumo di lievito e burro. All'esterno presentano una crosta croccante e dorata, ricoperta da uno strato generoso di zucchero semolato che scricchiola delicatamente al primo morso. All'interno, la pasta è morbidissima, ariosa e leggermente umida, con una consistenza vellutata che si scioglie in bocca. Il contrasto tra la superficie zuccherata e il cuore tenero le rende irresistibili, perfette da gustare ancora tiepide quando lo zucchero si fonde leggermente creando una piacevole caramellizzazione superficiale.
Consumare le graffe preferibilmente entro 24 ore dalla frittura per apprezzarne al meglio la fragranza. Se avanzate, conservarle a temperatura ambiente in un contenitore di latta o in una scatola di plastica per alimenti, separate da carta da forno per evitare che si ammorbidiscano. Non refrigerare, poiché il freddo le renderebbe gommose. Per riscaldarle, 2-3 minuti in forno a 180°C ripristineranno parzialmente la croccantezza. Non sono adatte al congelamento dopo la frittura.
1. Per una lievitazione ottimale, lasciar raddoppiare l'impasto in una ciotola coperta da un canovaccio umido in un ambiente senza correnti d'aria (come il forno spento con la luce accesa). 2. Controllare la temperatura dell'olio con un termometro da cucina (ideale 170-175°C) e friggere poche graffe alla volta per evitare l'abbassamento termico: l'olio troppo caldo le brucia esternamente lasciandole crude dentro, mentre un olio insufficientemente caldo le fa impregnare eccessivamente.

Metti le patate intere e sbucciate nel cestello. Versa 500 ml di acqua nel boccale, posiziona il cestello e cuoci a vapore per 25 minuti, finché non saranno tenerissime e si sfalderanno alla forchetta. Poi, schiacciale bene con lo schiacciapatate o una forchetta, devono diventare una purea liscia e senza grumi. Lasciale intiepidire.
Versa il latte nel boccale. Scalda per 2 minuti a 37 gradi, velocità 2. Aggiungi i 3 grammi di lievito e i 200 grammi di farina. Mescola per 30 secondi a velocità 4, poi lascia riposare nel boccale coperto per 15 minuti. Vedrai che diventerà tutto bello spumoso e gonfio, come un cuscino.
Ora al lievitino spumoso aggiungi la purea di patate tiepida, le uova intere, lo zucchero, il miele, la scorza grattugiata del limone (solo la parte gialla, che profuma di sole!), il sale e i restanti 400 grammi di farina. Inizia a impastare a velocità bassa, come se accarezzassi l'impasto, per 2 minuti.
Aggiungi il burro a pezzetti, morbido ma non fuso. Continua a impastare a velocità media per altri 7-8 minuti, finché l'impasto non si stacca dalle pareti del boccale ed è liscio, elastico e setoso al tatto. Sarà un po' appiccicoso, ma è normale, è la sua morbidezza.
Trasferisci l'impasto in una ciotola unta d'olio, coprilo con la pellicola e lascialo riposare in un posto senza correnti, tiepido e accogliente, per almeno 2 ore o finché non avrà raddoppiato il suo volume. Deve essere bello gonfio e soffice.
Stendi delicatamente l'impasto lievitato su un piano infarinato, fino a uno spessore di circa due dita. Con un coppapasta o un bicchiere, ricava dei dischi. Con le dita, fai un buco al centro di ogni disco e allargalo delicatamente, dando la forma della ciambella. Disponile su una teglia infarinata, coprile con un canovaccio e lasciale lievitare ancora per un'ora, finché non saranno morbidissime e gonfie.
In una pentola capiente, scalda abbondante olio di semi. Quando è caldo (butta un pezzetto di impasto, se sfrigola va bene), immergi le graffe poche alla volta. Friggile per 2-3 minuti per lato, finché non saranno dorate e croccanti come il sole. Scolale bene su carta assorbente.
Mentre le graffe sono ancora calde e fragranti, passale nello zucchero semolato, facendole rotolare bene su tutti i lati in modo che si ricoprano di una bella mantellina bianca e croccante. Servile subito, che il profumo è una carezza per il cuore.