
Lo smacafam è un piatto tipico della cucina trentina, tradizionalmente preparato nel periodo di carnevale. Una torta salata ricca e sostanziosa, perfetta per placare l'appetito con il suo mix di luganega, pancetta e un impasto morbido a base di farine e latte.
Conservare in frigorifero coperto con pellicola per 2-3 giorni. Si può congelare già tagliato a cubetti. Riscaldare in forno a 160°C per 10 minuti per ritrovare la croccantezza.
Per uno smacafam più fragrante, aggiungete un pizzico di noce moscata alla pastella. Se preferite una versione più leggera, potete sostituire parte del latte con brodo vegetale. La cipolla deve diventare davvero morbida e dolce, non abbiate fretta nella rosolatura.

Sbucciate la cipolla e tagliatela a spicchi. Inseritela nel boccale e tritate per 3 secondi a velocità 5. Togliete e mettete da parte. Inserite la luganega e tritate per 2 secondi a velocità 4, poi togliete. Fate lo stesso con la pancetta, tritando per 2 secondi a velocità 4.
Mettete nel boccale un filo d'olio, la cipolla tritata, la luganega e la pancetta. Cuocete per 5 minuti a 100°C con il cestello sul coperchio (per non sporcare) e velocità antiorario. Poi togliete il cestello, aggiungete un cucchiaio d'acqua e cuocete per altri 10 minuti a Varoma, velocità antiorario, finché la cipolla è morbida e l'acqua evaporata. Togliete il composto, mettetelo in una ciotola e lasciate intiepidire.
Senza lavare il boccale, mettete il burro e scioglietelo per 2 minuti a 60°C, velocità 2. Aggiungete le uova, il latte, sale e pepe. Mescolate per 30 secondi a velocità 4. Poi, a velocità 4, aggiungete poco alla volta le due farine attraverso il foro del coperchio, finché non si forma una pastella liscia. Se necessario, aiutate con la spatola.
Aggiungete il composto di carne intiepidito alla pastella nel boccale. Mescolate per 30 secondi a velocità 3, in modo da amalgamare bene senza sminuzzare troppo la carne.
Imburrate una teglia 30x20 cm e versate il composto, livellandolo. Infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per 50 minuti, finché non sarà dorato e ben cotto.