
Il baccalà alla vicentina si presenta con filetti di merluzzo stoccafisso che, dopo una lunga cottura lenta, diventano morbidissimi e quasi cremosi, sfaldandosi delicatamente alla forchetta. Il sugo, ottenuto dalla paziente emulsione di olio extravergine d'oliva e latte, è vellutato, di un colore avorio dorato, e avvolge il pesce in una salsa ricca e setosa. Al palato regala un equilibrio perfetto tra la sapidità delicata del baccalà dissalato, la dolcezza del latte e il fruttato leggero dell'olio, con un retrogusto persistente e aromatico. È un piatto che profuma di tradizione, con note calde e invitanti.
Il baccalà alla vicentina si conserva molto bene. Una volta cotto e raffreddato, va riposto in un contenitore ermetico, coperto dal suo sugo, e conservato in frigorifero per un massimo di 2-3 giorni. Si può anche congelare, sempre nel suo sugo, per un mese. Il consiglio è di riscaldarlo a fuoco bassissimo in padella, aggiungendo un goccio di latte o acqua se il sugo si fosse eccessivamente asciugato, per riportarlo alla giusta cremosità senza scuocerlo.
1. Per un risultato impeccabile, la 'cottura a onda' è fondamentale: durante le 4-5 ore di cottura a fuoco bassissimo, muovere periodicamente la casseruola con un movimento rotatorio (senza mescolare con il cucchiaio) per far 'nuotare' il pesce nel sugo ed evitare che si attacchi, mantenendo i filetti intatti. 2. Per arricchire il profumo, aggiungere una scorza di limone non trattato (solo la parte gialla) durante l'ultima mezz'ora di cottura, rimuovendola prima di servire: donerà una nota fresca e aromatica senza acidità.

Metti le cipolle già sbucciate e tagliate a spicchi nel boccale. Tritale finemente con colpi veloci, come se suonassi un pianoforte, finché non diventano quasi una crema. Devono essere così fini che quasi non si vedono più i pezzetti.
Aggiungi metà dell'olio nel boccale con le cipolle tritate. Cuoci a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto con la pala, finché le cipolle non diventano trasparenti, morbide e profumano di dolce. Non devono prendere colore, devono solo appassire bene, come un soffice cuscino.
Mentre le cipolle cuociono, asciuga bene i filetti di baccalà ammollato con della carta da cucina. Passali leggermente nella farina, scuotendo via l'eccesso. Questo aiuterà a legare la salsa dopo.
Spegni il robot. Nel boccale, con le cipolle cotte, disponi uno strato di filetti di baccalà infarrinato. Cospargi con un po' del sale, del pepe macinato al momento, del grana grattugiato e un filo d'olio. Poi fai un altro strato di baccalà e condisci di nuovo. Finisci con una bella spolverata di grana. È come fare un letto comodo per il nostro pesce.
Versa il latte a filo tutto intorno, senza smuovere gli strati. Aggiungi il resto dell'olio extravergine, che deve coprire quasi il pesce. Metti il coperchio e cuoci a fuoco bassissimo, bassissimo. La pala deve muoversi appena appena, solo per non far attaccare il fondo. L'olio e il latte devono iniziare a fare amicizia.
Ora la magia. Continua la cottura lentissima per altre due ore. La pala gira piano piano, e tu vedrai che l'olio e il latte, con la pazienza, si trasformeranno in una salsa vellutata, color avorio, che avvolge il pesce. Il baccalà diventerà morbidissimo. Se la salsa sembra troppo liquida, puoi alzare un pochino la temperatura gli ultimi minuti, ma sempre con delicatezza.
Spegni il robot e lascia il baccalà a riposare nel suo sugo, con il coperchio, per almeno un'ora. Questo è il momento in cui i sapori si abbracciano e si conoscono meglio, diventando un'unica cosa cremosa e profumata.
Servi il baccalà alla vicentina ben caldo, con una bella cucchiaiata di sugo cremoso e una spolverata finale di prezzemolo tritato fresco. Accompagna con della polenta bianca morbida. Vedi come il pesce si sfalda da solo, è una carezza per il palato.